La conoscenza č potere

Come affermato anche dal filosofo e giurista inglese Francis Bacon: "sapere è potere". La conoscenza ci conferisce la capacità (e quindi il potere) di capire, gestire ed anticipare fenomeni complessi che, altrimenti, rischierebbero di mettere in difficoltà le nostre vite. Ciò avviene in particolare quando si tratta di gestire le nostre finanze. Per fare un esempio, una ricerca di Lombard International Assurance evidenzia che il 40% dei calciatori europei rischia di diventare povero dopo appena 5 anni dal termine dell'attività agonistica, il tutto dovuto in buona parte alla cattiva gestione delle proprie finanze e ad un difficile "riciclo professionale". Il problema è stato affrontato dalla UEFA che ha sostenuto, in collaborazione con il Banco Santander, il "Financial Management Training", un programma che teso a garantire a tutti i calciatori una formazione finanziaria adeguata per gestire in modo corretto i propri soldi. Anche se concernente una particolare categoria, spesso privilegiata, di persone, quanto promosso dalla UEFA evidenzia l'importanza di una corretta educazione finanziaria per garantire il benessere economico di intere famiglie nel medio/lungo periodo.

Il tema dell'educazione finanziaria è di particolare attualità in Italia a causa soprattutto del livello di conoscenze ancora limitato. Nel nostro Paese, infatti, secondo l'indagine S&P Global FinLit Survey del 2018 (che ha analizzato le conoscenze degli over 15 in 140 paesi del mondo) il 63% dei cittadini italiani non possiede conoscenze finanziarie di base. Inoltre, secondo un'indagine Nomisma Assofin, i pagamenti digitali in Italia, nel 2018, sono si cresciuti dello 6,8%, una percentuale addirittura superiore a quella 2 dell'anno scorso, arrivando alla cifra record di 230 miliardi (80 solo con carte) ma ci hanno comunque lasciato agli ultimi posti in Europa per questo tipologia di classifica.

 

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